mercoledì 2 maggio 2012

Incubo

Eccolo che ritorna il mostro, eccolo, parli tranquillamente e ad un certo punto senti la bestia dentro di te, che sta respirando e che vuole uscire, e per farlo deve aprire un varco con i suoi artigli sporchi, e lo fà, lo sento sfondarmi la cassa toracica, vuole uscire, ha fame e io resto li, immobile e vedo la bestia che esce dal mio torace e prende forma, è uguale a me, il mio gemello e si siede accanto a me, io resto paralizzato, annaspante e pallido mentre lui mi guarda serio, ecco fatto, è successo ancora. il mio cuore è esploso e ha riempito tutto il mio corpo facendo schizzare via il cervello, ormai impotente, dominato dalla bestia che si racchiudeva in me e via, rabbia rabbia rabbia RABBIA e inizio a tirare pugni al muro, i suoni delle nocche che si infrangono sul cemento crea l' inno della mia vita, la canzone della rabbia.
Dolore dolore dolore dolore DOLORE, smetto di tirare i pugni, ormai le nocche stanno sanguinando e io non ce la faccio più.
Cado sfinito sul letto e chiudo gli occhi stranamente calmo dopo lo sfogo e parte l incubo.
Sono io seduto sul cornicione di un grattacelo, abbandonato,vuoto come la mia testa, con una pistola che mi punto alla tempia e affianco a me il mio alter-ego(Lui), che consiste nella mia copia vestita elegante,pronta ad andare al nostro funerale, io in lacrime, lui muto e solo un vento crea un rumore dolce e fresco che si contrappone alla situazione.Chiedo a Lui cosa devo fare e lui mi risponde: "Perché piangi? Sei tu che hai la pistola, sei tu che hai il potere ora" lo guardo confuso, il cupo scenario svanisce come nebbia e mi ritrovo sempre con la pistola, ho Lui affianco che mi tiene una mano sulla spalla e davanti ho un altro me, ma diverso pieno di cicatrici e di tagli, con una maglia stracciata e un sorriso malefico sul volto, mi guarda e mi dice: "Eccoti " e io abbasso la testa, ho paura,tanta, mi parla:"Sei debole,per questo sei qui ora,vedi? Piangi e tieni la testa bassa" io deglutisco "Non sei nessuno, nessuno ti ama e sei tu la colpa di tutto, di tutto il male, sei tu il coglione che piange,che non è un uomo e non ce la fa a dominare i suoi sentimenti, ma si fa dominare da loro, patetico" io muto,Lui mi stringe più forte la spalla e si affianca a me, mi solleva la testa e mi guarda negli occhi, fa cenno di no con la testa, mentre la bestia continua a insultarmi, Lui mi legge negli occhi e mi dice una sola parola: "Fallo" io prendo coraggio e stacco la canna fredda dell' arma dalla mia tempia e la infilo in bocca alla bestia che spalanca gli occhi.
Io ho il respiro affannato, la bocca secca e il sangue che finalmente diventa freddo e riesce a muovere la mia lingua:" Ora sono io che faccio le regole" contrazione fredda del dito della mia mano,Boom.
Mi risveglio in un campo fiorito,splendido e Lui mi parla: "Non abbatterti mai, hai deciso di volare, sappi che il cielo non è sempre limpido, ma tu sei più forte, ogni volta che sarai depresso,ogni volta che sarai scoraggiato, ogni volta che ti sentirai inutile guardati allo specchio e fissa i tuoi stessi occhi, pensa a cosa sei a tutto quello di buono che sei e pensa che il cielo a volte e triste e non sei tu che lo comandi, ma pensa a cio che sei,pensa a cos'hai dentro ed elimina le bestie che ti tormentano, sii solo te stesso, pensa che hai tutta la vita davanti e pensa che ogni tanto pensi troppo e devi staccare un po il cervello e pensa a cosa succede intorno a te, cosi potrai smettere di puntarti la pistola alla tempia e combattere ciò che ti tormenta, sei perfetto e non serve altro da dire".
Mi risveglio dal mio incubo con un immagine che mi resterà impressa per sempre: mio fratello che mi rimbocca le coperte e mi sorride.
Darko.

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