giovedì 3 maggio 2012

Giornate pesanti

Al rientro dalle vacanze ecco che si torna alla solita routine. Solite giornate pesanti. Piene d'impegni. Ieri per esempio ero a Basket. Aaah, il basket. Che bello sport. Peccato nella mia città non ci sia la squadra femminile. E perciò son costretta ad allenarmi con i ragazzi. Per questo ieri sono rientrata a casa con il labbro gonfio e un taglio: conseguenza di una pallonata fortissima in faccia. Ma vabbè, si sopporta anche questo per lo sport che si ama. Purtroppo però, a volte, l'amore per uno sport non basta per poterlo praticare senza problemi. Quando si iniziano ad avere dolori alle ginocchia, ad esempio, e ti spaventi un poco perchè credi che qualcosa non funzioni proprio così bene. Quindi ti fermi un po', ti riposi, e provi a riprendere l'allenamento. Ma niente, non c'è niente da fare. Soliti dolori. Persistenti. Solo dopo mesi scopri di avere il ginocchio non in asse e una tendinite. Dopo questa notizia, l'allenamento non sarà più lo stesso: ti preoccuperai sempre, forse anche con esagerazione, ma la prevenzione non è mai abbastanza. Solo che ci si scoraggia, con una situazione del genere, e si perde anche un po' la ragione per praticare lo sport.....


Oggi giornata pienissima.
Sabato sera devo suonare in piazza con il mio gruppo, perciò oggi abbiam fatto le prove.
Sono state le prove più belle mai fatte, a parer mio. Eravamo molto affiatati tra di noi, e abbiamo trovato un sound che spaccava davvero. Tutti i brani erano tirati al massimo e noi ci stavamo divertendo tantissimo.
La batteria, per me, è uno strumento di sfogo. Quando sono arrabbiata, triste, felice, lei è sempre lì che mi guarda e mi dice: VAI, PESTAMI, SFOGATI SU DI ME, CON ME. E' indescrivibile ciò che si riesce a provare suonando uno strumento. Seriamente.
Inizia il brano, dai il tempo. Segui il ritmo, vai sul charleston, rullata sul rullante. I battiti del tuo cuore sono sincronizzati a ciò che fai sulla batteria.

Sono emozioni indescrivibili e credo che solo chi suona uno strumento possa capire davvero il "feeling" che esiste tra uomo e musica.

Turunen.

*Tratto da esperienze personali

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