martedì 8 maggio 2012

Go Hard or Go Home.

Uno straccio del mio cielo, di nuovo.
Tre giorni a settimana vado al Teatro Tenda, grande strutture composta da un campo da pallacanestro abbastanza usurato e per lo più da tela e tanti tubi verdi,che si incrociano a ogni angolo per formare un ragnatela enorme che sorregge il tetto della struttura.
Una delle sensazioni più forti che provo la ricevo proprio li, e nasce quando mi metto le scarpe da gioco.
Può, a prima vista, sembrare stupida come cosa, ma provate a pensare al' energia che provo quando metto le scarpe.
Prima le infilo e poi stringo i lacci,ed è quel momento lì che mi fa sentire invincibile, è il momento in cui avviene il contatto tra il mio corpo e la scarpa, che si fonde al mio piede e ne diventa parte totale, è perfettamente stretta e ha la stessa fisionomia del piede.
Da un potere immenso, un' aderenza al suolo che permette alle mie gambe di eseguire movimenti veloci e precisi, di saltare, di scattare, è una cosa incredibile, mi permettono di arrivare a i miei limiti, mi permettono di provare a superarli.
Pensateci,la forza delle gambe convogliata in quelle calzature che la trasformano in energia pura.
Ma non serve solo velocità,forza e precisione, c'è una cosa, un' altro ingrediente,fondamentale per far si che tutto funzioni bene: la determinazione.
Ho un detto, una frase che molto spesso uso per autocommiserarmi e per superare  prove impegnative:go hard or go home.
La possiamo tradurre come: "Gioca duro o fai a casa".
Me lo ripeto spesso quando sto giocando e quando magari mi serve una marcia in più e lo sento,nella mia mente, questo grido di guerra: "go hard or go home,go hard or go home" e funzione, ve lo giuro funziona.
Non so come definire questo mio comportamento, forse come un derivato del mio mal celato orgoglio che mi spinge a non abbassare la testa difronte a nessuno, o forse un appello della speranza che continua a spingermi a dare sempre di più,sempre di più.
Avete mai provato a correre? Intendo a prendere una pista rettilinea e a dare il massimo, a provare a essere sempre più veloci, io si ed è quello che amo, è arrivare a fine percorso con i polmoni vuoti e non avere più forza nelle gambe e in nient' altro.
Datemi retta, provateci e non ne potrete più fare a meno.
Darko.


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