domenica 10 giugno 2012

Korobeiniki

Era ormai notte tarda,nessun suono volteggiava nel' aria oltre il mio respiro, la stella rosso splendeva al centro del firmamento, era bellissima, la sua luce calda illuminava il cupo cielo, la luna era troppo stanca per splendere,e se anche ci fosse stata sarebbe stata coperta dalla luce rossa di Korobeiniki, l' unica stella rossa che io abbia mai visto nella mia vita,non capivo ancora se era vera o solo un' altra mia allucinazione, era bellissima, questo è certo.
E io rimasi lì, su quel gelido balcone, ammaliato dalla stella, finché ad un tratto un boato riempì l' aria, mi lascio senza fiato,e come una goccia di pioggia,Korobeiniki cadde.
La vidi scendere lentamente, quasi come se l' aria volesse ammorbidire la sua caduta per non farle male.
E tocco terra. e dal punto d' impatto si svilupparono i lampi, rossi come la sua aura.
Mi diressi verso il luogo dello schianto,con il cuore in gola.
Corsi.
Corsi come non avevo mai corso prima.
Dopo un tempo che sembrò infinito.
Quando finalmente arrivai mi ritrovai in uno scenario incredibile, mozzafiato.
Nel luogo della caduta si era formata una piccola isola, giusto una tavola di terra circondata da un po d'acqua a difenderla.
E al centro della terra vi era lei.
Korobeiniki.
La stella caduta era diventata donna.
L'aria aveva smussato il suo viso regalandole dei lineamenti perfetti, la pelle pallida,i capelli rossi come sangue,brillavano, anche negli zigomi erano colorati da un leggero rossore, che si abbinava con le sue labbra carnose.Aveva la mia età, e se ne stava tra le braccia di Morfeo*, sdraiata sul' erba.
Era perfetta.
Korobeiniki.
Saltai senza fiato lo stretto d' acqua che mi separava dalla stella umana, appena arrivato a fianco a lei mi inginocchia e le alzai il busto,per sentire se il suo cuore batteva.
Le imposi di svegliarsi,disperato.
Apri gli occhi, verdi smeraldo e avvicino il suo viso al mio,le sue mani affusolate mi accarezzarono le guance, e mentre i suoi occhi si accendevano i miei si spegnevano.
La situazione si era rivoltata, ora era lei che mi sosteneva il busto inginocchiata,e io non feci in tempo a parlarle che svenni.
Mi svegliai, non avevo sentito il tempo scorrere, per me fu un attimo.
Alzai lo sguardo al cielo e la stella rossa splendeva.
Mi scese una lacrima, per un attimo avevo toccato il cielo.
Korobeiniki non aveva un cuore, ora si, il mio.
Darko.

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